| |
Una fila di formiche
La filosofia da sempre si arrovella
sul problema dell'inizio e la formica,
puntuale, glielo ripropone nello spazio.
Oggi, ad esempio, parrebbe
tutto cominciare dal lavello,
dopodiché la fila corre fino
terra, esce dalla porta
di cucina e si dispiega
per intero sopra al prato
dove il grosso della colonia
opera sul formicaio sottostante.
In questo mondo non esiste
l’individuo, ciascuno offre
se stesso e il suo neurone
all'ammasso del cervello generale:
macchina olistica perfetta,
che ha qualcosa di orientale.
Formiche operaie, tessitrici
e cacciatrici rispondono
con estrema precisione
alla loro specifica funzione:
l'assalto, il sacrificio, il trasporto,
il nutrimento. Tutto in virtù
dei feromoni - parole chimiche
che esprimono segnali di attrazione,
allarme, riconoscimento;
si scambiano a milioni
e vanno sempre in porto.
Dunque, chi reclama
rispetto (e timore) per questo
infinitesimale insetto,
senz' altro non ha torto.
Animali in versi
di Franco Marcoaldi |